domenica 31 maggio 2009

[Storie di Guerrilla Gardening‏]

Sabato 30 di sera alla libreria Flexi (http://www.libreriaflexi.it/) si è svolto un interessante incontro per la presentazione del libro "I giardini di Manhattan" di Michela Pasquali al quale hanno partecipato il gruppo “4cantoni” (http://www.4cantoni.com/) , sostenitori del mio progetto, e la “La Casa del Cibo” (http://www.casadelcibo.org/).

Personalmente invitata ho assistito all'evento e ne sono uscita con un nuovo e approfondito bagaglio di informazioni... Questo incontro ha contribuito a confermare che il mio progetto è sensato, c'è un reale bisogno e attenzione sul tema di riappropriazione dei vuoti urbani lasciati dismessi e dimenticati da tutti... Ci sono state critiche positive in favore dei progetti dei suddetti gruppi come di "negativi" anche se costruttivi per discutere un pò sulla questione del "selvaggio" e del "pianificato"...

Di tutti gli interventi mi sono rimaste impresse delle questioni, tra cui della Pasquali (architetto paesaggista) sono rimasta impressionata positivamente dalla chiarezza degli argomenti esposti...

INTERVENTO DI MICHELA PASQUALI

"l'architetto è per chi se lo può permettere"...
Ci ha esposto la situazione a Manhattan di luoghi prima occupati dalle cosidette "case popolari" degli immigrati in America nei primi del 900 che fino al '68 erano rimasti luoghi transennati per pericolo di crolli degli edifici stessi e poi sono stati ripresi in mano da persone del luogo, cittadini del quartiere che sentivano il bisogno di riappropiarsene. Tra questi l'artista Liz Christy e i suoi amici del Green Guerrillas. Questi decisero di occuparsi di un terreno dismesso nel 1973 a New York.Ci vollero anni perchè fossero rimossi reti di letti, frigoriferi, relitti di macchine, ma poi arrivarono le piante... Il nome di guerrilla viene dal fatto che cominciarono a lanciare semi di piante con bombe di sacchetti di plastica che venivano lasciati cadere a formare una vera e propria selva... La cosa che più mi ha colpito è proprio la naturalezza in cui vengono svolti questi gesti... non si potano e i percorsi non sono mai rettilinei, tutto è lasciato alla SPONTANEITA' !


"Oggi si ha bisogno di sentirsi vicino ad un luogo, questi luoghi sono diversi l'uno dall'altro; esprimono voglia di allestire un giardino ma in maniera diversa, nonostante alcune caratteristiche comuni: non hanno un progetto iniziale, sono giardini precari, possono insomma nascere e sparire in poci mesi, sono fatti con materiali reciclati, economici, le piante sono mescolate e imparano a convivere bene insieme, sono giardini recintati da reti, tutti i condomini o persone del quartiere hanno le chiavi, è un giardino privato e pubblico allo stesso tempo di cui chiunque può prendersi cura. il cancello serve non solo a recintare, ma ha anche la funzione di segnalare la sua presenza e per esporre le attività svolte se non anche gli orari di paertura al pubblico. Nella loro conformazione sono irregolari, vanno contro la griglia rigida della città che classifica le vie circostanti con numeri e lettere. Seguono un Disegno Spontaneo.

INTERVENTO DEI 4CANTONI

Sono paesaggi TRANSITORI quelli che loro compongono. Ci hanno esposto diversi progetti da loro intrapresi. Tutti con chiavi di lettura comuni: sono frutto di una RILETTURA, LABORATORIO DI IDEE, IMPREVEDIBILI NEL RISULTATO.

Il mediatore dell'intervento non sapendoli identificare come associazione o semplice gruppo di guerrilla gardening li ha definiti come creatori di un "Architettura Performante".

2007, Certosa di Padula. Gli viene commissionato un progetto per un concorso di idee Ortus Artis sulla risistemazione di uno piccolo spazio a verde. Propongono di lasciare al visitatore di progettare lo spazio... forniscono solo un distributore di semi e... il visitatore è invitato a fare un viaggio ai quattro angoli del pianeta, scegliendo quali e quanti semi raccogliere delle semenze provenienti dai 5 continenti. Le aiuole del giardino sono 4 fasce di terra vergine, terra di nessuno che tra le mura della cella potrà essere seminata dal visitatore.


Ognuno semina ciò che vuole e alla fine una pianta vincerà sull'altra, ciò che ne uscirà nessuno può saperlo, sarà qualcosa di giocoso e imprevedibile. Quello che ne esce non ha prevede una partecpazione canonica, è istintiva, chi passa per strada viene "rapito" adagire. Sono operazioni "quasi" a bilancio zero. Puntano alla COMUNICAZIONE, PARTECIPAZIONE E RICICLO_RIUSO.


Salerno_coltivAzione diretta


ColtivAzione diretta è un ‘orto-giardino collettivo’ realizzato attraverso un processo partecipato con bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 13 anni: un programma di educazione ambientale finalizzato alla comprensione del ruolo che può assumere l'agricoltura nella conservazione della biodiversità e delle risorse naturali, e nella condivisione dei concetti di convivenza sociale. Così come le diverse ‘colture’ coesistono nell’ecosistema naturale, anche le diverse ‘culture’ devono e possono coesistere nell’ ecosistema sociale. In questo intervento hanno dovuto lavorare sul selciato. Questo a dimostrazione che di Ogni spazio ci si può riappropriare.


Altri progetti presentati sono GRA muovigiardino;"il muovigiardino" e' un vero e proprio giardino mobile componibile, trasportato su carrelli o sostegni ancorati a biciclette, e rappresenta l'ossatura delle istallazioni temporanee che accompagnano le incursioni verdi di 4cantoni in giro per le città; scARTdiscount che raccoglieva in 4carrelli della spesa gli scArti di una settimana di 4 componenti del gruppo prodotti in una settimana. Lo scopo è stato spiegato come "interesse a creare interesse"... Dario Aureli ci ha raccontato che un giorno fuori del suo studio ha trovato dei ritagli di prato che il condominio aveva scartato, così lui lo ha "raccimulato" e se ne è servito per l'istallazione.

salarium@pigneto NOTTE BIANCA

La via si veste di bianco; una distesa di sale marino nel quale immergersi ed immergere i propri pensieri e, nero su bianco, fissarli sui taccuini appesi nel perimetro. Un viaggio sensoriale che richiama ricordi legati al viaggio fisico e mentale. Un giardino esTemporaneo che evoca e stupisce. La strada si è trasformata in un salotto con un tapeto di sale che dava il senso di pulito, l'idea di un deserto dove ognuno poteva creare e ritagliarsi uno spazio del salottino. Curiosità: hanno dovuto avvertire l'AMA per il resupero del sale per poterlo riutilizzare...

Numerosi altri sono gli interventi svolti dal gruppo...


Un esempio semplice ma efficace è anche quello di riappropriazione di uno spazio condominiale in disuso coltivato da uno dei condomini Nello che ci ha portato Giada Saint Amour di Chanaz dell'associazione Casa del Cibo.

martedì 26 maggio 2009

domenica 24 maggio 2009

mercoledì 6 maggio 2009