martedì 14 luglio 2009

giovedì 18 giugno 2009

[beyond media 2009]


dialogo fra 10 e 11 urbanvoids: Kidult VS km0 di Rosamaria Faralli ed Elisa Leoncini.

in evidenza l'antitesi fra l'indefinito, chiave della persona Kidult, e il km0 dalla quale tutto si rapporta e si misura rispetto alla città capoluogo.

mercoledì 10 giugno 2009

domenica 31 maggio 2009

[Storie di Guerrilla Gardening‏]

Sabato 30 di sera alla libreria Flexi (http://www.libreriaflexi.it/) si è svolto un interessante incontro per la presentazione del libro "I giardini di Manhattan" di Michela Pasquali al quale hanno partecipato il gruppo “4cantoni” (http://www.4cantoni.com/) , sostenitori del mio progetto, e la “La Casa del Cibo” (http://www.casadelcibo.org/).

Personalmente invitata ho assistito all'evento e ne sono uscita con un nuovo e approfondito bagaglio di informazioni... Questo incontro ha contribuito a confermare che il mio progetto è sensato, c'è un reale bisogno e attenzione sul tema di riappropriazione dei vuoti urbani lasciati dismessi e dimenticati da tutti... Ci sono state critiche positive in favore dei progetti dei suddetti gruppi come di "negativi" anche se costruttivi per discutere un pò sulla questione del "selvaggio" e del "pianificato"...

Di tutti gli interventi mi sono rimaste impresse delle questioni, tra cui della Pasquali (architetto paesaggista) sono rimasta impressionata positivamente dalla chiarezza degli argomenti esposti...

INTERVENTO DI MICHELA PASQUALI

"l'architetto è per chi se lo può permettere"...
Ci ha esposto la situazione a Manhattan di luoghi prima occupati dalle cosidette "case popolari" degli immigrati in America nei primi del 900 che fino al '68 erano rimasti luoghi transennati per pericolo di crolli degli edifici stessi e poi sono stati ripresi in mano da persone del luogo, cittadini del quartiere che sentivano il bisogno di riappropiarsene. Tra questi l'artista Liz Christy e i suoi amici del Green Guerrillas. Questi decisero di occuparsi di un terreno dismesso nel 1973 a New York.Ci vollero anni perchè fossero rimossi reti di letti, frigoriferi, relitti di macchine, ma poi arrivarono le piante... Il nome di guerrilla viene dal fatto che cominciarono a lanciare semi di piante con bombe di sacchetti di plastica che venivano lasciati cadere a formare una vera e propria selva... La cosa che più mi ha colpito è proprio la naturalezza in cui vengono svolti questi gesti... non si potano e i percorsi non sono mai rettilinei, tutto è lasciato alla SPONTANEITA' !


"Oggi si ha bisogno di sentirsi vicino ad un luogo, questi luoghi sono diversi l'uno dall'altro; esprimono voglia di allestire un giardino ma in maniera diversa, nonostante alcune caratteristiche comuni: non hanno un progetto iniziale, sono giardini precari, possono insomma nascere e sparire in poci mesi, sono fatti con materiali reciclati, economici, le piante sono mescolate e imparano a convivere bene insieme, sono giardini recintati da reti, tutti i condomini o persone del quartiere hanno le chiavi, è un giardino privato e pubblico allo stesso tempo di cui chiunque può prendersi cura. il cancello serve non solo a recintare, ma ha anche la funzione di segnalare la sua presenza e per esporre le attività svolte se non anche gli orari di paertura al pubblico. Nella loro conformazione sono irregolari, vanno contro la griglia rigida della città che classifica le vie circostanti con numeri e lettere. Seguono un Disegno Spontaneo.

INTERVENTO DEI 4CANTONI

Sono paesaggi TRANSITORI quelli che loro compongono. Ci hanno esposto diversi progetti da loro intrapresi. Tutti con chiavi di lettura comuni: sono frutto di una RILETTURA, LABORATORIO DI IDEE, IMPREVEDIBILI NEL RISULTATO.

Il mediatore dell'intervento non sapendoli identificare come associazione o semplice gruppo di guerrilla gardening li ha definiti come creatori di un "Architettura Performante".

2007, Certosa di Padula. Gli viene commissionato un progetto per un concorso di idee Ortus Artis sulla risistemazione di uno piccolo spazio a verde. Propongono di lasciare al visitatore di progettare lo spazio... forniscono solo un distributore di semi e... il visitatore è invitato a fare un viaggio ai quattro angoli del pianeta, scegliendo quali e quanti semi raccogliere delle semenze provenienti dai 5 continenti. Le aiuole del giardino sono 4 fasce di terra vergine, terra di nessuno che tra le mura della cella potrà essere seminata dal visitatore.


Ognuno semina ciò che vuole e alla fine una pianta vincerà sull'altra, ciò che ne uscirà nessuno può saperlo, sarà qualcosa di giocoso e imprevedibile. Quello che ne esce non ha prevede una partecpazione canonica, è istintiva, chi passa per strada viene "rapito" adagire. Sono operazioni "quasi" a bilancio zero. Puntano alla COMUNICAZIONE, PARTECIPAZIONE E RICICLO_RIUSO.


Salerno_coltivAzione diretta


ColtivAzione diretta è un ‘orto-giardino collettivo’ realizzato attraverso un processo partecipato con bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 13 anni: un programma di educazione ambientale finalizzato alla comprensione del ruolo che può assumere l'agricoltura nella conservazione della biodiversità e delle risorse naturali, e nella condivisione dei concetti di convivenza sociale. Così come le diverse ‘colture’ coesistono nell’ecosistema naturale, anche le diverse ‘culture’ devono e possono coesistere nell’ ecosistema sociale. In questo intervento hanno dovuto lavorare sul selciato. Questo a dimostrazione che di Ogni spazio ci si può riappropriare.


Altri progetti presentati sono GRA muovigiardino;"il muovigiardino" e' un vero e proprio giardino mobile componibile, trasportato su carrelli o sostegni ancorati a biciclette, e rappresenta l'ossatura delle istallazioni temporanee che accompagnano le incursioni verdi di 4cantoni in giro per le città; scARTdiscount che raccoglieva in 4carrelli della spesa gli scArti di una settimana di 4 componenti del gruppo prodotti in una settimana. Lo scopo è stato spiegato come "interesse a creare interesse"... Dario Aureli ci ha raccontato che un giorno fuori del suo studio ha trovato dei ritagli di prato che il condominio aveva scartato, così lui lo ha "raccimulato" e se ne è servito per l'istallazione.

salarium@pigneto NOTTE BIANCA

La via si veste di bianco; una distesa di sale marino nel quale immergersi ed immergere i propri pensieri e, nero su bianco, fissarli sui taccuini appesi nel perimetro. Un viaggio sensoriale che richiama ricordi legati al viaggio fisico e mentale. Un giardino esTemporaneo che evoca e stupisce. La strada si è trasformata in un salotto con un tapeto di sale che dava il senso di pulito, l'idea di un deserto dove ognuno poteva creare e ritagliarsi uno spazio del salottino. Curiosità: hanno dovuto avvertire l'AMA per il resupero del sale per poterlo riutilizzare...

Numerosi altri sono gli interventi svolti dal gruppo...


Un esempio semplice ma efficace è anche quello di riappropriazione di uno spazio condominiale in disuso coltivato da uno dei condomini Nello che ci ha portato Giada Saint Amour di Chanaz dell'associazione Casa del Cibo.

martedì 26 maggio 2009

domenica 24 maggio 2009

mercoledì 6 maggio 2009

domenica 19 aprile 2009

Contesto _Luogo

Creare una griglia.. da dove cominciare?

Trovandoci di fronte a un’area priva di evidenti segni architettonici, abbiamo deciso di mettere in maggiore evidenza il distacco tra le zone urbanizzate e quelle non urbanizzate.

Le rette raffiguranti i flussi principali che conducono ai nostri Urbanvoids vengono specchiate rispetto all’asse di via Arco di Travertino, creando così una griglia che inglobi il verde nel contesto urbanizzato. Il verde, ramificandosi all’interno dell’aria urbanizzata, si riqualifica umanizzandosi, diventando delle oasi all’interno della città consolidata.


Contesto Ambiente



Partnership al progetto

L'UNIONE FA LA FORZA.
Oltre le varie parthership interessate ai singoli progetti abbiamo pensato di creare una parthership anche tra UrbanVoids. Ed ecco che quindi: 10.urbanvoids (Rosamaria Faralli), 11.urbanvoids (Elisa Leoncini), 12.urbanvoids (Laura Giannuzzi) collaborano per creare una città nella città utilizzando principalmente la capacità dell’architettura e degli elementi decorativi per favorire la riqualificazione urbana. L'area presa in esame, infatti, risulta molto degradata ed abbandonata, ed è per questo che occorre una vera e propria collaborazione tra progettisti, per contrastare ed eliminare i problemi presenti all'interno dell'area, in modo tale da riuscire ad incanalare flussi di persone anche in questa zona che ora risultano "intimoriti" dalla condizione di abbandono.
Secondo i dati racconlti dal comune di Roma, la popolazione del IX municipio risulta divisa in questo modo:



-Popolazione residente 134.078
-Superficie in Kmq: 8,1
-Numero famiglie 64.482
-Insediamenti nomadi: 1

-0 - 19 anni: 18.688
-20 - 49 anni: 56.311
-50 - 69 anni: 34.999
-oltre 70 anni: 24.080
-stranieri residenti: 6.007
-stranieri minori: 790
-nomadi censiti: 41

Come si può notare dai dati la popolazione che risiede in questo municipio è molto numerosa e principalmente giovane. Lidea è quindi di creare questa città nella città dove viene offerta, ai residenti, ma non solo, una "boccata d'aria", attraverso l'arte e la natura che entrano in gioco insieme.
INSIEME CONTRO IL DEGRADO

domenica 5 aprile 2009

Area 11

[CLIENTI E SOSTENITORI]



Chi siamo

Centro Nutrizione per disturbi del comportamento alimentare con sede a L’Aquila . Lo studio è composto da una nutrizionista, una psicologa e un medico internista.
Ci occupiamo dello studio di tutte le intolleranze alimentari utilizzando il cito-test e la presenza di metalli tossici utilizzando l’esame del mineralogramma sul capello. Di seguito educhiamo all’ eliminazione e quindi al reintegro di tutti gli alimenti.
Organizziamo gruppi di educazione alimentare per bambini obesi educandoli alla scelta quantitativa e qualitativa dei prodotti prevalentemente biologici e tutto questo mettendo, insieme alla nutrizionista e psicologa, le mani in pasta nella nostra cucina.

Centro nutrizione [per] km 0

In questo momento di regole sempre meno chiare a livello europeo proponendoci alimenti “non alimenti” e viste anche le difficoltà economiche, appoggiamo fortemente l’idea della filiera corta, ossia produzione e acquisto diretto di prodotti naturali senza intermediari.
Una possibilità potrebbe essere quella di avere una sede didattica per avvicinare i bambini e non solo alla coltivazione dei prodotti dell’orto.






Chi siamo

4Cantoni è un laboratorio di ricerca aperto, con sede a Roma composto dagli architetti Barbara Annunziata, Dario Aureli, Andrea Conforzi, Alessio Di Addezio, Emanuela Farano, Matteo Gattoni, Andrea Cesaretti, Lorenzo Potè. Nasce con l'obiettivo di sperimentare nuovi luoghi, attraverso l'azione diretta sul territorio e il coinvolgimento di tutti quanti abbiano voglia di trasformare lo spazio architettonico, sociale e culturale che li circonda. L'ibridazione e la mixitè di strumenti e attori coinvolti nei processi, sono il manifesto attraverso il quale 4Cantoni intende perseguire il proprio obiettivo, nella convinzione che l'imprevedibilità dei risultati sia non solo il reale esito dei processi di trasformazione della società, ma anche lo stimolo per nuove esperienze progettuali.

4cantoni [a] km0

Riteniamo il progetto di filiera corta e coltivazione di piante per l'allevamento delle farfalle in un luogo fisso possa funzionare come punto di riferimento alle iniziative "itineranti" e puntuali proposte dal gruppo 4cantoni, oltre ad essere pretesto per la sistemazione della sede del gruppo.

Il gruppo intende supportare pienamente l'idea e si augura di raggiungere l'intento.

[Ortus Artis] by 4cantoni

Il visitatore è invitato a fare un viaggio ai quattro angoli del pianeta, scegliendo quali e quanti semi raccogliere delle semenze provenienti dai 5 continenti. Le aiuole del giardino sono 4 fasce di terra vergine, terra di nessuno che tra le mura della cella potrà essere seminata dal visitatore.

MUJI

PRODOTTI DI QUALITÀ SENZA MARCHIO

Il principio fondamentale dell'azienda è di sviluppare nuovi, semplici prodotti a prezzi ragionevoli, utilizzando i materiali nel modo migliore, e tenendo sempre presente l'impatto ambientale. Muji introduce continuamente nel mercato prodotti di alta qualità, a prezzi competitivi, grazie alla selezione attenta dei materiali, a processi di manifattura estremamente fluidi, ed alla semplificazione degli imballi. Attualmente in Giappone Muji vende più di 5.000 prodotti diversi. Il design Muji, semplice e naturale, si integra perfettamente nel lifestyle di oggi.

SELEZIONE DEI MATERIALI

Per Muji, i materiali con cui realizzare i nostri prodotti è di estrema importanza: per questo la loro selezione è così attenta. Cerchiamo le materie prime migliori in tutto il mondo. Utilizziamo molti materiali industriali, così come materiali di scarto che ricicliamo, appena è possibile. Il criterio su cui basiamo la selezione è sempre la qualità. Queste attività testimoniano la nostra abilità nel creare prodotti di alta qualità a prezzi competitivi.

IMBALLO

Quando Muji imballa i prodotti, non cerca di abbellirli, quanto piuttosto di evidenziare il loro colore naturale e la loro forma. Per questo utilizziamo imballi a volte voluminosi, e inseriamo i prodotti in contenitori lineari e semplici. Fedeli alla nostra filosofia basata sulla semplicità, questo approccio rispetta i nostri principi di conservazione delle risorse ed eliminazione degli sprechi. Ed è per questo che tutti i prodotti Muji appaiono sugli scaffali dei nostri negozi con un imballo così semplice, con solo l'etichetta del prezzo e delle informazioni legate al prodotto.

MUjI con km0

L'idea è quella di fornire prodotti [non-marchio] Muji all'interno del complesso e sviluppare nuove ricerche a proposito del riciclaggio dei materiali.

Alcuni esempi di prodotti Muji:




Filiera corta [km 0]



...ARANCIO LIMONE MANDARINO FRAGOLA....

... vi ricorda qualcosa??!! una filastrocca da bambini... credo ci siamo passati un pò tutti a saltare la corda cantando tutte le frutte...
parlando di "cose serie"...

Che cos'è una filera corta?

La filiera corta è un particolare tipo di commercio che permette ai consumatori di acquistare generi alimentari direttamente dai produttori; essa nasce dall'esigenza di dar vita a nuove forme di scambio, incontro, cooperazione e si basa sul rapporto diretto fra chi produce e chi consuma. I vantaggi per chi acquista prodotti lavorati con questo metodo sono molteplici: in primo luogo la riduzione dei passaggi del sistema di distribuzione tradizionale quali confezionamento, imballaggio e trasporto ( procedure che comportano inquinamento e sovrapprezzo), poi l'opportunità di un confronto diretto con il produttore che riesce a vendere prodotti unici, che hanno come caratteristica il trattamento esclusivamente biologico, il legame con il territorio, il rispetto dell'ambiente, la sicurezza che il prodotto arrivi sulle tavole direttamente dai campi, rispetto della stagionalità e quindi della freschezza degli alimenti acquistati, il tutto (ovviamente) a costi più che ragionevoli!